BACHECA

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LOMBARDI A., Introduzione al Training Nonviolento, collana  I Quaderni di Mosaico di Pace, n. 17/2007.

Un'agile pubblicazione attraverso la quale iniziare a conoscere uno dei principali metodi formativi  utilizzati dal CE.NO.CON.

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LOMBARDI A., Educazione alla nonviolenza e analisi transazionale, in C. Vettori (a cura di), La nostra scuola è il mondo intero. Storie di migrazione e di inte(g)razione, Quaderni Satyagraha n. 19, Centro Gandhi Edizioni, Pisa 2011.

 

Il saggio è uno studio sulla possibile felice convergenza tra la nonviolenza, “sfida della ragione, del cuore e del corpo al raggiungimento di un’umanità più autentica e costruttiva, capace di relazioni più rispettose e appaganti”, e l’analisi transazionale, “teoria della personalità e della comunicazione che trova una feconda applicazione nel campo clinico, del counseling, educativo ed organizzativo”. In esso “si affronta anzitutto il problema della congruenza tra  valori e principi della nonviolenza e quelli dell’AT, per poi esplorare, in maniera introduttiva, alcuni contributi che quest’ultima può proporre alla formazione alla nonviolenza, mantenendo collegate riflessioni e spunti operativi”.

C'era una volta la guerra...

LOMBARDI A., C’era una volta la guerra... L’educazione alla cittadinanza attiva in prospettiva nonviolenta, Edizioni La Meridiana, Molfetta 2011.

 

Come riannodare il rapporto tra pedagogia e politica e trovare forme nuove di educazione alla cittadinanza attiva? La risposta può essere cercata in un’azione educativa che si guardi sia dal sollecitare lo sviluppo del senso di impotenza nelle relazioni conflittuali, sia dal trasmettere una presunta inevitabilità della violenza, contrastando, al tempo stesso, l’acquiescenza passiva e la distruttività: è l’irruzione della nonviolenza nei conflitti. In questa prospettiva, educare alla cittadinanza attiva è educare alla nonviolenza. Tema insolito e negato dell’educazione alla cittadinanza attiva, invece, è proprio quello della difesa nonviolenta e cioè lo sviluppo della competenza a sapersi difendere da sé, senza armi ed eserciti e senza per questo rinunciare a tutelarsi. Ma la realizzazione di un modello di difesa alternativo non può che partire opportunamente da una lettura critica del modello di difesa militare e del mito del soldato che porta la pace, mito che viene costruito e riprodotto anche nei luoghi dell’educazione formale, ad esempio aprendo la scuola alle Forze armate e all’industria bellica.  C’era una volta la guerra… esplora il nesso tra cittadinanza attiva, processi educativi e  Difesa Popolare Nonviolenta (DPN) e presenta quest’ultima nei suoi aspetti pedagogici, -politici e tecnici. Un libro per progettare percorsi formativi alla DPN e di promozione della cittadinanza attiva, per  fare passi avanti verso una comunità che ha assunto una visione dei conflitti come occasione per esprimere, senza paura, bisogni contrastanti e come opportunità per dar loro risposte non distruttive quale è, invece, la guerra.

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LOMBARDI A., La cittadinanza attiva nonviolenta per l’emancipazione identitaria e politica del Sud, in Le Cronache Meridionali, anno I n. 2.

 

La rivista Cronache Meridionali, pubblicata dal 1954 al 1964, fu luogo di dibattito sul Mezzogiorno del dopoguerra: nel 2012 è rinata, iniziando la sua seconda serie. L'obiettivo è di riportare alla luce la "Questione meridionale", ripartendo da una prospettiva storico-politica liberata dall'ossequio obbligato ai miti guerreschi risorgimentali e attenta a promuovere un volto positivo del Sud, che di fatto esiste e si va affermando in tante sconosciute occasioni.

 La cittadinanza attiva può essere esercitata o in settori di consolidata esperienza e nelle tradizionali forme, che sovente sono anche previste dall’ordinamento giuridico, oppure entro ambiti ancora poco o per nulla esplorati e assumendo modalità inusuali e ricche di inventiva. Queste ultime sue espressioni sono le più interessanti e rivestono una fondamentale importanza nella riflessione e nella pratica dell’educazione politica, orientata a formare cittadini attivi nonviolenti che possano giocare un ruolo significativo in un processo di cambiamento per l’emancipazione identitaria e politica del Sud”.

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LOMBARDI A., Autorità e cittadinanza attiva in una prospettiva nonviolenta, in Longo A., Panarello F., Tarsia T. (a cura di), Autorità, conflitto e potere. Percorsi di empowerment, Sicania University Press, Messina 2012.

 

“La cittadinanza attiva nonviolenta è un nuovo rapporto con l’autorità, con ogni autorità. Esso è possibile perché si è stabilito un nuovo rapporto con il proprio potere di cambiamento: è, infatti, da una nuova relazione con se stessi che nasce una nuova relazione con l’altro, è con la scoperta e l’attivazione delle proprie possibilità trasformative che si superano la sfiducia e il senso di impotenza. Scetticismo e sensazione di debolezza sono assai pericolose: possono spingere verso la violenza distruttiva e autodistruttiva o, all’opposto, verso quella rassegnazione che, tristemente, fa rinunciare ad un destino più bello”.

Il volume contiene una serie di saggi sui temi oggetto del ciclo di seminari “Autorità, conflitto e potere”, svoltosi a Messina nel 2012: la gestione del conflitto ed i suoi aspetti educativi, la pratica della mediazione negli ambiti sociali e i processi decisionali partecipati.

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LOMBARDI A., Satyagraha. Manuale di addestramento alla difesa popolare nonviolenta, Edizioni Dissensi, Viareggio 2014.

 

È possibile liberarsi da regimi soffocanti, difendersi da un'invasione, tutelare i diritti, custodire i beni comuni, fare passi avanti nella democrazia e nella pace senza ricorrere alle armi o bussare alla porta delle caserme? La risposta è sì, ma a condizione che l'esercizio della cittadinanza attiva nonviolenta non sia lasciato all'improvvisazione. Il satyagraha, sostantivo creato da Gandhi per indicare la lotta nonviolenta, richiede competenza ed organizzazione. Richiede formazione.

Una formazione che si estenda dalla crescita personale di ciascun attivista nonviolento (il satyagrahi), alla capacità collettiva di partecipare con grande fermezza e senza violenza ad un'azione diretta che sia, però, non un episodio isolato, ma la tappa di una strategia elaborata per rendere vincente una campagna, tesa alla realizzazione degli obiettivi di un concreto e condiviso programma costruttivo. L'addestramento alla difesa popolare nonviolenta, efficace alternativa alla difesa militare armata e all'insurrezione violenta, ma anche alla fiacca rassegnazione, punta all'uso abile dell'immenso potere di cambiamento che gruppi e comunità possiedono.

Questo manuale non è solo un libro da leggere, ma è soprattutto un libro da usare per apprendere ed aiutare ad apprendere come essere cittadini attivi nonviolenti, protagonisti forti - pur nell'apparente debolezza - consapevoli, organizzati e creativi, della sfida a chi punta a mettere a tacere il dissenso e a chi mantiene in piedi una macchina della guerra scandalosamente costosa e assolutamente inadeguata a costruire la pace.

http://www.dissensi.it/content/anteprima-satyagraha-di-antonio-lombardi.html

 

 


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